Beacon, 6 cose da sapere per un proximity marketing efficace

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6 cose che chi utilizza i beacon deve sapere per un proximity marketing efficace e per migliorare la user experience in maniera significativa.

Abbiamo già raccontato nel nostro blog come i beacon siano uno strumento di proximity marketing efficace per comunicare con i clienti, ma le piattaforme e le infrastrutture dietro ai nostri piccoli “fari” bluetooth possono essere complesse.

Ecco perché oggi vi parliamo di 6 cose che chi utilizza i beacon deve conoscere per un proximity marketing efficace e per migliorare la user experience.

 

1. Cosa sono esattamente i Beacon BLE?

I Beacon sono piccoli hub, alimentati a batteria, sempre attivi, e predisposti a trasmettere segnali ai dispositivi, come smartphone e tablet, in un raggio di circa 100 mt.  Sono trasmettitori a senso unico; rilevano dispositivi vicini, al fine di inviare loro messaggi, ma i dispositivi di destinazione non inviano le informazioni di nuovo, inoltre sono a conoscenza di se stessi e tutti gli altri dispositivi che li circondano.

Molteplici Beacon possono essere posizionati intorno ad una zona, come ad esempio all’interno di un negozio o in un aeroporto, per trasmettere le informazioni rilevanti per i “possessori” di dispositivi portatili all’interno della loro vicinanza. I proprietari di dispositivi mobili possono quindi reagire, ignorare o utilizzare le informazioni per ottenere sconti, tra le altre cose, ecco perché possono diventare uno strumento particolarmente utile per chi vuole fare proximity marketing efficace.

 2. Ci sono piattaforme di sviluppo diverse per i Beacon?

I due più grandi player del mercato del Beacon sono Apple e Google (stano, eh?), ed entrambi hanno le loro implementazioni standardizzate Beacon BLE.

Apple è stata la prima piattaforma standardizzata Beacon BLE. L’azienda ha introdotto la tecnologia durante l’estate 2013, quando ha aggiunto il supporto a iOS, IBeacon 7. La piattaforma IBeacon consente agli sviluppatori di creare applicazioni in grado di notificare la presenza di dispositivi compatibili con IBeacon.

Nel mese di luglio 2015, Google ha annunciato Eddystone, la sua tecnologia Beacon BLE. Eddystone è simile a IBeacon, ma a differenza di implementazione di Apple, Google è open source, ed è disponibile su GitHub. Esistono alcune differenze tra Apple e le implementazioni di Google. Più in particolare, la piattaforma Beacon di Google in grado di trasmettere gli URL su dispositivi mobili, che possono poi essere aperti in un browser mobile, questa caratteristica coincide con la filosofia di Google del browser mobile come un app per tutti gli usi, invece l’implementazione IBeacon di Apple, per adesso, interagisce solo con le applicazioni mobili su smartphone degli utenti

3. Chi fa Beacon e quanto costano?

Google e Apple non fanno i loro Beacon. Esistono però diversi fornitori che vendono Beacon basati su uno standard o su entrambi, tra cui Aruba, Estimote, Kontakt.io e Radius Networks. I Beacon hanno un costo che varia dai 5 ai 30 dollari I prezzi variano a causa della portata del segnale, dei tipi di batterie, della durata delle stesse (che può essere diversi anni) e di altri fattori.

Facebook for Business rende Beacon disponibile gratuitamente per le aziende con pagine di Facebook,  specificamente progettati per innescare Facebook per suggerimenti e fornire informazioni sulle aziende agli utilizzatori di smartphones.

4. Perché i Beacon possono incrementare le vendite?

Perché possono essere usati come strumenti di analisi aiutando analisti a prendere decisioni migliori. Sono infatti in grado di fornire ai negozianti e altre organizzazioni dati sul layout fisico del negozio e di come è esposta la merce e quindi consente una personalizzazione e un targeting più mirato. Possono anche aiutare i marketers ad acquisire conoscenze più dettagliate del cliente.

5. Che svantaggi hanno i Beacon?

Shelley Bernstein, vice direttore del reparto tecnologia digitale del Brooklyn Museum, ha spiegato in un post sul blog, c’è un sacco di lavoro da fare con i Beacon.  Sorgono infatti una serie potenziali problemi, tra cui la necessità di abbinare i colori alle pareti del museo, quella di mantenerli attaccati alle mura e identificare quelli difettosi, perché i dispositivi in genere mancano di numeri di serie individuali. La gestione di una rete di può rappresentare  molteplici sfide.

Ad esempio sono necessari molti Beacon per coprire completamente una vasta area. Bisogna inoltre impostare quando è affidabile la potenza del segnale e controllarne manualmente alcuni a basso costo con cadenza regolare per assicurare che stanno funzionando correttamente. i più costosi invece, richiedono aggiornamenti firmware e altre attività di gestione.

6. Quali prospettive per l’utilizzo dei Beacon in futuro?

I Beacon sono una tecnologia in forte sviluppo. Dopo il clamore iniziale attorno ai Beacon, alcuni osservatori li hanno accostati alla tecnologia dei QR Code, sottolineando la possibilità di rimanere una tecnologia di nicchia.

Altri, come Hung di Gartner, dicono che le implementazioni di Beacon continueranno a crescere, come un modo per il marketing per raggiungere i clienti usando tecnologia logistica, aiutando le aziende a gestire le risorse in grandi impianti. I Beacon verranno utilizzati anche in molti nuovi modi, come aiutare a guidare i pendolari non vedenti attraverso il sistema di metropolitana di Londra.

Il recente sviluppo dei beacon che inviano segnali attraverso la rete LTE, ad esempio, svincolerebbe questa tecnologia dal tradizionale sistema bluetooth aprendo scenari completamente inediti a questo mercato e per il proximity marketing in generale.

 

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