Elon Musk scrive all’ONU: bisogna vietare i Robot Killer

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Elon Musk insieme a 115 esperti ha scritto una lettera aperta all’ONU perché vengano banditi i robot killer: non è questo il modo di utilizzare l’Intelligenza Artificiale.

Il mondo del cinema, dei fumetti e della letteratura ci hanno abituati da tempo a scenari distopici con Robot Killer dotati di Intelligenza Artificiale. Basti pensare a immaginari come Terminator o Matrix, soltanto per citare due dei più celebri esempi di intelligenze artificiali ostili agli uomini.

Al momento siamo ancora molto lontani da un mondo dominato dalle macchine ma, purtroppo, siamo pericolosamente vicini all’utilizzo di Robot Killer capaci di agire in piena autonomia su campi di battaglia. Del resto non è un mistero per nessuno che l’utilizzo militare dei droni sia da anni una realtà concreta in molte zone di guerra.

I recenti sviluppi nel campo della robotica e, soprattutto, dell’Intelligenza Artificiale, non promettono niente di buono da questo punto di vista. Ecco perché Elon Musk e altri 115 esperti internazionali di robotica hanno deciso di lanciare un appello.

Lettera aperta all’ONU

Un gruppo di 116 esperti di robotica, capitanato da Elon Musk, ha inviato una lettera aperta alle Nazioni Unite per chiedere ufficialmente che le “armi autonome” vengano bandite. Con l’espressione “armi autonome” si intendono quei robot militari capaci di operare in maniera indipendente in zone di guerra.

Gli esperti che hanno redatto la lettera sono seriamente preoccupati da un futuro in cui le guerre saranno combattute da macchine autonome: mitragliatori, carri armati, assaltatori e chissà quali altri robot potrebbero combattere al posto degli uomini grazie all’intelligenza artificiale.

Siamo ad un passo da quella che gli esperti definiscono la “terza rivoluzione” in campo militare: se i cosiddetti Robot Killer diventeranno una realtà infatti dovremo fare i conti con conflitti sempre più estesi e sempre più violenti, e questo molto più in fretta di quanto si possa immaginare.

Come sempre infatti l’industria militare è quella che ha a disposizione più fondi per le sue ricerche e, proprio per questo motivo, gli esperti che hanno scritto la lettera all’ONU sono convinti che “i sistemi di armi autonome sono al centro di studi proprio in questo momento, e hanno un potenziale reale per causare danni significativi alle persone innocenti”, come ha sottolineato Ryan Gariepy, fondatore di Clearpath Robotics e primo firmatario della lettera.

Al momento i Paesi che stanno sicuramente lavorando a sistemi di armi autonome sono più Stati Uniti, Cina, Israele, Corea del Sud, Russia e Gran Bretagna, ma potrebbero essere molti di più.

Il documento, che si intitola  An Open Letter to the United Nations Convention on Certain Conventional Weapons, è disponibile online in versione integrale a questo indirizzo.

 

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